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Marketing & Branding

Il Marketing Emozionale, uno strumento vincente

“Ho imparato che le persone dimenticheranno quello che hai detto, le persone dimenticheranno quello che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”
– Maya Angelo –

È cosa nota che spesso le decisioni si prendono “con la pancia”. Sono le emozioni a influenzare le nostre scelte e le nostre azioni. Quindi, se vogliamo veicolare il nostro target a sceglierci, dobbiamo utilizzare una tecnica di approccio umanistico e di marketing “emotivo”, basato sull’uso di un linguaggio che parte dalla costruzione della percezione di promesse sincere, che lubrificano gli ingranaggi della fiducia, della credibilità e dell’attesa facendo leva sulle tensione emotiva, creando una connessione profonda, necessaria per raggiungere l’obiettivo e generare avanzamento.

Il messaggio, per essere efficace, deve quindi essere ad alta carica predittiva, avere un appeal in grado di emozionare, di coinvolgere la persona anche sul piano affettivo. Attenzione però! Eccellenza narrativa e etica dovranno essere le parole chiavi, il cliente non va visto come una persona di cui approfittarsene. Anche il marketing emozionale richiede coerenza con i valori dichiarati, oltre che rispetto e correttezza.

Perché le persone amano così tanto leggere e vedere contenuti emozionali e come soddisfare questo desiderio da parte delle aziende?

Ognuno di noi ama vivere esperienze positive, che possono riguardare la cura di sé e il benessere psico-fisico, ama incontrare o ascoltare persone per migliorare il proprio umore, desidera come imparare a vivere in armonia con la natura in modo etico e sostenibile, conoscere nuovi linguaggi o entrare direttamente nella storia di un personaggio affascinante e così via.  È tutto ciò che genera più felicità dei beni materiali stessi, aiuta a modulare la reazione allo stress e a dare un senso all’incertezza che ci circonda. Ecco perché argomenti, tematiche e contenuti, che danno alle persone quella sorprendente sensazione piacevole sono così apprezzati. Creando un legame emotivo che va oltre il prodotto o il servizio offerto e fa leva invece su contenuti emozionali che toccano il cuore, aiuta i brand a raggiungere il pubblico in maniera autentica ed efficace. Via allora ai contenuti emozionali, questi però non devono sostituire quelli informativi, ma essere aggiunti a questi.

Quali sono i vantaggi del marketing emotivo?

  • La marca diventa più memorabile perché l’emozione legata ad un evento la rende indimenticabile. Lasciare un impatto emotivo sul pubblico aumenta l’intensità del ricordo del marchio e i suoi contenuti vengono meglio impressi nei cuori e nelle menti.
  • I contenuti del messaggio sono condivisibili. Questo perché fa parte della natura umana desiderare di condividere con le persone che amiamo le storie e le informazioni che riteniamo utili, che ci fanno sentire vivi, nel bene e nel male.
  • Rafforza significativamente le decisioni di acquisto. Questo perché l’emozione influenza le scelte. Uno studio ha dimostrato che gli annunci con attrazione emotiva sono doppiamente efficaci di quelli a contenuto razionale.
  • Aiuta a fidelizzare i clienti e a creare sostenitori del marchio. Questo perché quando il pubblico è connesso emotivamente, è disposto a ricompensare con lealtà il marchio e a difenderlo. Una ricerca ha messo in evidenza che la relazione emotiva con un marchio ne aumenta il valore di vita del 306%. Non solo, il cliente consiglierà ad altri l’acquisto del marchio con una percentuale del 71%, circa il 30% in più di ciò che avviene con i marchi a contenuto razionale.

QUANDO L’EMOZIONE BATTE LA RAGIONE

Lo afferma  Andy Maslen, esperto di Persuasive Copywriting, convinto assertore dell’importanza di investire nello storytelling e nel marketing emozionale. Oggi, a causa anche della crescente globalizzazione, le pubblicità tendono ad essere sempre più astratte, concettuali, basate sull’idea. In questo modo il marchio passa in secondo piano. Maslen afferma che più si utilizzano storie semplici  espresse attraverso il linguaggio di tutti i giorni, più si creano forti connessioni emotive con le persone. Messaggi semplici, non intellettuali, capaci di emozionare. Perchè l’informazione è utile all’analisi ma è l’emozione che ci induce ad agire.

INVESTIRE NELLA NARRAZIONE EMOTIVA SIGNIFICA RENDERE I MARCHI PIÙ COMPETITIVI

La narrazione emotiva è una chiave di successo e rappresenta una potente strategia di marketing. Le storie aiutano i brand a connettersi con i loro clienti a livello emotivo. Una narrazione efficace aggancia il pubblico sul piano della tensione emotiva, mantiene vivo il suo interesse nei confronti del prodotto o del servizio.

Emozioni in grado di scatenare una reazione, quali la paura, il senso di colpa, la competizione, la gratificazione, la mancanza di tempo ecc. fanno muovere il sistema emotivo, elaborando informazioni e decisioni in modo più rapido, rispetto a quello razionale. Lungo il percorso narrativo la spinta ad associare la “fiducia” all’evento o alla storia, diventa un accadimento familiare-normale e il normale è degno di fiducia.

PIÙ NARRAZIONE, PIÙ CONNESSIONE

I marchi possono diventare entità viventi che respirano, creano un senso di comunità per condividere e promuovere gli stessi valori, provare le stesse emozioni e con la loro stessa presenza ispirano movimenti e azioni (quando indossi una felpa realizzata con bottiglie riciclate, indossi un promemoria per riciclare, un valore che può essere facilmente condiviso). Quando pensiamo ai marchi come contenitori di sentimenti, le scelte progettuali di prodotto e di branding possono aiutare a vivere un’esperienza emotiva e un sentiment positivo, creando un attaccamento di lunga durata. Basti pensare al senso di affidabilità e status rappresentato dai prodotti Apple.

L’ALLEGRIA E LA FELICITÀ INCITANO AD ESSERE CONDIVISE

Sembra scontato, ma pochi marketer sanno mettere in atto contenuti contagiosi come obiettivo vincente.

La felicità è l’emozione più contagiosa in qualsiasi azione di marketing sia di tipo fisico, come eventi, fiere, formazione, manifestazioni, sia digitale quali email con messaggi positivi, video motivazionali, immagini divertenti, ecc. Si è scoperto infatti che il contenuto emozionale che fa riferimento alla felicità o ad uno stato d’animo positivo, ha molte più probabilità di essere condiviso.

EMOTIONAL BRANDING: LE EMOZIONI STABILIZZANO I RICORDI

Una comunicazione efficace si basa anzitutto sulla capacità di costruire storie o metafore “avvincenti” che attraverso l’attivazione delle emozioni ne potenziano il ricordo.

Un processo di fantasia e creatività che può coinvolgere l’insieme del prodotto, dal logo al brand name sino al packaging, per riuscire ad esprimere il lato amichevole e convincente. È in questa fase immaginativa del pubblico che avviene il passaggio, la trasformazione dall’emozione al ricordo, è il far sentire come “uno di noi” e propria la proposta. Il linguaggio immaginativo stesso del brand deve uniformarsi a questo viaggio ed essere almeno visivamente alla mano e saper essere ironico, insomma umano.  Si vedono spesso marche di prodotti e servizi molto conosciuti, scendere spesso “dall’altare” e parlare in maniera meno conformista e meno didattica o snob. Per questo quando si parla di Emotional Branding si preferisce fare un connubio tra creatività e metodo facendo riferimento ai tre pilastri, triangolo della retorica, già anticipato dal filosofo greco Aristotele, ethos, pathos e logos.

Ethos

Evidenzia la credibilità e l’affidabilità dell’argomentazione e dei contenuti. Saper convincere per la qualità della propria proposta, ma supportati dai valori etici e morali, guadagnando la fiducia della persona.

Phatos

Si riferisce alle emozioni, ai sentimenti e consente ai marketer di fare appello a forti emozioni come lo stupore, la curiosità, l’amore, la paura, la speranza. Ad esempio, un semplice sacchetto di patatine può riunire tutta la famiglia o tanti amici. Fa muovere le corde del cuore, ecco il Phatos.

Logos

È un appello alla logica, con argomenti fattuali basati sulla ragione. Utilizzando statistiche, parametri di performance, case history e utilità del prodotto, creando argomenti convincenti.

L’ASCOLTO PRIMA DI TUTTO, IL RESTO VIENE DOPO!

Ancora un consiglio! I brand devono costruire le proprie profonde identità guardando alle persone come fine e non come strumento. I consumatori vanno rispettati, non sono bersagli passivi da bombardare con messaggi con finti sorrisi e che non tengono conto delle loro reali aspirazioni o necessità. Vanno coinvolti toccando alcune corde emotive, quelle giuste. E perché ciò accada è necessario che il marketing emotivo sia preceduto da un attento ascolto, dalla comprensione del pubblico di riferimento. L’empatia inizia da qui, dall’ascolto e dallo studio di ciò che è emerso ascoltando. Tutto il resto viene dopo.

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