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Come differenziarsi dalla concorrenza senza competere?

Ci si differenzia attraverso il posizionamento strategico! Si tratta di un posizionamento etico, rispetto a quanto il mercato sta offrendo.

Tutte le imprese, anche quelle di piccole dimensioni, dovrebbero capire qual è il loro posizionamento sul mercato e in questo modo possono sapere come l’offerta viene percepita dalla domanda e possono prendere decisioni coerenti e definire il modo in cui si vuole stare sul mercato e come si vuole essere percepiti.

Se da una parte il posizionamento aziendale è in grado di trasformare i valori dell’identità di marca in un’immagine simbolica nella mente del consumatore, dall’altra secondo un recente studio i dati ci dicono che il 74% di tutti i marchi nel mondo sono considerati banali e privi di forza comunicativa, disegnati male e in fretta. 

Circa il 60% dei contenuti, testi e immagini prodotte dalle aziende, è materiale che a poco serve al destinatario ed è irrilevante e poco produttivo. L’obiettivo allora è quello di appartenere al restante 26% che ha strutturato un’attività di branding, dove il valore del marchio viene riconosciuto per il vero valore dei prodotti e servizi proposti, in grado di soddisfare quanto viene richiesto, migliorare la qualità della vita delle persone, senza indurre a falsi bisogni o distorgere comportamenti.

È bello pensare che un’organizzazione possa avere una “differenziante etica delle esigenze”, che permetta di elaborare una comunicazione responsabile, non inquinante e un allineamento valoriale che permetta di esprimere appieno forza e potenzialità.

Essere un marchio di valore significa avere un significato differenziante, avere una Unique Selling Proposition (USP) davvero unica.

La tua USP deve essere davvero tua. E non basta dire qualità, perchè non è un qualcosa che può essere definito quantitativamente, a parte alcune rare eccezioni. Nella Unique Selling Proposition, cioè nella proposta differenziante di valore c’è il desiderio di distinguersi ottenendo il consenso delle persone. In pratica è appartenere ad un mercato e concorrere senza competere, è lo sforzo che le singole imprese di prodotti o servizi fanno, non per superarsi le une con le altre ma per migliorare l’offerta e la relazione.

Che posizione occupiamo in questa rete ampia, densa e spesso ingestibile di competitor e target insoddisfatti e poco fidelizzati?
Cosa mi può rendere unico?
Quali aspetti posso migliorare?
In quale area non sono scambiabile e sono vincente anche senza competere?
Riesco a ottenere la preferenza e la lealtà del cliente in modo etico rispetto ai competitor senza evidenziare aspetti negativi del concorrente?

Primo passo! Si tratta dunque di dare una chiara rilevanza ai propri valori, che hanno origine dalla USP ma che coinvolgono la brand identity, la comunicazione e la strategia aziendale complessiva.

Penso che tutti conosciamo le statistiche citate di frequente secondo cui gli stimoli visivi arrivano molto più velocemente di altri. Quando un marchio è disegnato secondo le regole e i criteri del buon design sicuramente non avrà bisogno di restyling o di rebranding. Vale dunque la regola di affidarsi a professionisti esperti.

Secondo passo! Ogni singolo prodotto o servizio può avere il suo punto di forza unico, mentre l’USP dell’intera azienda è strettamente legata alla vision e mission istituzionale. Passo dopo passo occorre lavorare sulla USP aziendale e parallelamente sviluppare gli argomenti riguardanti l’unicità dell’offerta di prodotti e servizi. 

Terzo passo! Avere chiari i risultati di vendita di ogni singolo servizio o prodotto e capire come i prodotti vengono percepiti dal cliente, anche attraverso dati oggettivi di bilancio e dati qualitativi di sondaggio. A volte si tratterà di modificare il prodotto, ma non sempre è necessario. Sarà sufficiente modificare la percezione che la clientela ha di esso, pubblicizzando e presentando la brand image diversamente o focalizzando l’azienda in un’area ancora più ristretta nel mercato di appartenenza.

Alla fine di questo breve percorso, il consiglio è questo: posizionati, altrimenti sarai posizionato! È una frase che sembra retorica, ma come facciamo ad evitare di farci posizionare indirettamente? Per poter rispondere esattamente a questa domanda, devi pensare attentamente al tuo posizionamento strategico in anticipo, cioè prima di compiere azioni di brand design e marketing.

Partendo da questi aspetti strategici, ecco tre azioni consigliate per posizionare la tua mission in modo etico e corretto, in base ai tuoi valori, alla tua unicità e proposta differenziante rispetto ai competitor, senza imbrogliare le carte o vendere qualcosa che non corrisponde al reale:

1. Potenziare e integrare in un tutto, in un tema centrale;

2. Descrivere la specializzazione, le competenze e il metodo in modo sincero, evitando di sembrare quello che non si è;

3. Mappare i benefici, renderli chiari e riconoscibili con la vantaggi concreti

L’utilizzo virtuoso delle tecnologie web possono essere di aiuto per misurare e generare dati, per scoprire il posizionamento dei competitor, per individuare la tua USP e per creare un tuo personale percorso di brand identity e infine per creare storie uniche e convincenti!

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